blog di libera informazione

La pericolosità di postepay ed ebay


Vi sarete chiesti come mai il blog ha smesso di funzionare da giorno 28 ottobre 2008.

Questo stesso giorno mi arriva un avviso della polizia postale di Palermo a casa mia, viene un ufficiale giudiziario e mi da un “invito” (si fa per dire) a recarmi presso la sede investigativa informatica di Palermo. La prima cosa che mi è venuta in mente è stato il blog, ho pensato che magari qualche poliziotto si era offeso per il caso Aldrovandi e per Emanuel e magari avevo esagerato un po’ con le parole (attenzione parole che fanno parte di un linguaggio che viene fatto per chi si macchia di omicidio colposo o doloso che sia, un po’ come Ricca contro Berlusconi che gli ha detto buffone in un aula di tribuna e che perciò è nella norma in quanto si sente di peggio nelle aule di tribunale).

Io per sicurezza ho eliminato l’articolo su Aldrovandi non perchè magari speravo che loro non lo vedevano ma per fare ciò che sicuramente loro mi avrebbero chiesto di fare ovvero eliminare l’articolo dal blog perchè offensivo (anche se, come ripeto, di offensivo non c’è niente, altrimenti anche tutti i presunti delinquenti che vengono chiamati assassini è offensivo?).

Ma nulla di tutto ciò mi è stato detto alla postale, in pratica è successa una cosa che ha dell’incredibile, mi trovo denunciato in un procedimento penale perchè un tizio dice che a me è arrivato un pagamento dalla sua carta di credito 3 mesi fa e insieme a me c’è un altro tizio che è stato pagato all’insaputa del “truffato”. Ora mi sono trovato in una situazione stranissima proprio perchè vi vedo accusato di qualcosa che non so neanche cosa sia, quasi quasi preferivo a sto punto che ero io il truffato, in secondo luogo non capisco perchè questo caso di phishing (come lo chiamano) abbia coinvolto anche me. Guardando un po’ nella mia email mi accorgo di alcune email di un acquirente ebay, non più registrato, che aveva acquistato un palmare da me ad un prezzo simile a quello avvenuto per phishing sul mio conto, ora le indagini sono aperte e si sta cercando di capire se c’è una correlazione tra le due cose. Quindi riepilogando si pensa che questo tizio che tra l’altro il giorno prima del fatto ha chiesto i miei dati postepay, sia entrato nell’account del truffato e abbia pagato me, così lui usciva pulito dalla situazione e io rimanevo coinvolto nella questione. Tra l’altro è anche da idioti fare un phishing alle postepay visto che sono intestate a persone private e giuridiche. Io sono stato truffato una volta però in egold, figuriamoci, egold mi rispose che i soldi hackerati (che erano stati “sequestrati”) all’hacker non potevano essere restituiti perchè volevano un mandato, ciò indicava mobilitare soldi e procedure per circa 140euro che mi avevano rubato, ma rubare una postepay per pochi euro è qualcosa veramente di sciocco che solo un principiante o un “suicida” potrebbe fare, quasi quasi mi sono sentito preso in giro che potevo fare una cosa del genere: “per la serie: “anche se lo sapessi fare, pensate che sono così cretino?”. Di solito chi ruba postepay o clona, sono persone che stanno fuori dall’Italia o che falsifica i propri dati (almeno da quello che ho letto da internet) d’altronde con 60enni che abbiamo agli sportelli delle poste quante possibilità ci sono che un operatore postale riconosca una persona?

Detto ciò, morale della favola, non date MAI e dico MAI codice postepay neanche per acquisti ebay, utilizzate esclusivamente paypal ( anche se è tutto un magna magna) o usate il vostro conto corrente, ma non utilizzate mai postepay.

Il bello di tutta sta situazione e che io ero totalmente ignaro della situazione e il giorno dopo sono partito e quando sono arrivato non mi sono accorto di quei soldi che erano in più sul mio conto.

Ora non so come andrà a finire, io conto sulla bravura della polizia italiana, sperando che riesca a trovare il colpevole del fatto.

Ricca-Berlusconi: La Cassazione annulla la multa

ROMA - La Cassazione ha annullato la multa inflitta che insultò Silvio Berlusconi urlando “buffone” fuori dall’aula del processo Sme. L’espressione “buffone, fatti processare” non va condannata in quanto si tratta solo di una “forte critica”. Il fatto poi che il “giornalista, free lance” l’abbia rivolta all’allora premier in un aula di giustizia è del tutto “irrilevante” per la Corte di Cassazione secondo la quale “la circostanza che la censura sia stata esternata nei corridoi di un palazzo di giustizia, appare anzi particolarmente idoneo, come sede privilegiata, a suscitare riflessioni sul tema della legalità e del rispetto delle leggi”. este_07135449_55000.jpg

La sentenza della Cassazione lascia sgomento il legale del Cavaliere, Niccolò Ghedini. “Anche Berlusconi la accoglierà con sgomento e con amarezza sia dal punto di vista sociale che culturale. Se io in un corridoio di un palazzo di giustizia mi rivolgessi a un magistrato, finirei sotto processo in pochi secondi e con una condanna pesantissima”.

Il legale di Berlusconi afferma ancora: “Come si può pensare che dare del buffone a chiunque, anche a un semplice cittadino, possa essere socialmente utile e persino indurre al rispetto delle leggi. Ho troppo rispetto per qualificare questi giudici, ma non c’è poi da stupirsi se dico che della magistratura non ho più fiducia”.

Che si tratti di una “semplice critica”, ha sottolineato la Quinta sezione penale nelle motivazioni contenute nella sentenza 19509 con le quali ha annullato con rinvio la multa inflitta al Ricca “per avere offeso l’onore e il decoro di Silvio Berlusconi”, “lo si desume in maniera non dubbia dal fatto che l’imputato - scrive Alfonso Amatao - ha fatto seguire all’epiteto incriminato espressioni che suonano come forte riprovazione della condotta tenuta dal querelante come ‘homo publicus’”.

Anzi, annota ancora piazza Cavour, “l’esortazione pressante ‘fatti processare’, rispetta la legge, sono una vibrata e accorata censura, istintivamente suscitata dalla presenza del personaggio che a tante polemiche e contrasti aveva dato origine”.

Piero Ricca il 5 maggio 2003 invei contro Berlusconi . L’episodio accadde dopo che il premier aveva finito le sue dichiarazioni spontanee nell’ambito del processo Sme a Milano. Ricca gli disse: “Buffone, fatti processare come tutti gli altri. Rispetta la legge, la magistratura, la Costituzione, la democrazia e la dignità degli italiani o farai la fine di Ceaucescu o di Don Rodrigo”. Accusato di ingiuria, nel febbraio 2005 Ricca è stato condannato dal giudice di pace di Milano, Livio Morone, a un’ammenda di 500 euro.

(7 giugno 2006)

preso dal sito www.repubblica.it

LIBERA UNIVERSITA’ - LIBERA SCUOLA

Quanto sta accadendo in questi giorni, attraverso la legge 133 del ministro Brunetta e del decreto 16 e 64 del ministro Gelmini, è un sistematico attacco al campo della formazione.

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Per quanto riguarda l’università le si sta destinando alla trasformazione in fondazioni di diritto privato - i privati avranno quindi la possibilità di decidere dove e quanto investire nella ricerca - questo comporterà una mercificazione del sapere, un aumento delle tasse universitarie che senza contributi statali potranno essere accessibili solo ai soliti pochi facoltosi.

Nel triennio 2009-2011, le università potranno assumere solo un nuovo docente ogni 5 pensionati. Ciò comporterà la chiusura di molti corsi di laurea.

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I due “guastatori” a confronto: Ricca vs Ricci

skype: ora prendono pure per il culo

Mi arriva una email per il disservizio causato da me da parte di skype e mi restituiscono tutti i soldi che in realta non dovevo pagare. Dopo mille scuse che skype mi fa, mi loggo di nuovo, ed ecco che mi continua a far pagare la tariffa al minuto nonostante abbia l’abbonamento senza limiti. L’altro ieri ho mandato un altra email, sono curioso di cosa mi diranno…

L’avventura skype continua…

Ricca: Incontro con Veronesi

Piero Ricca contro il cavaliere

Direi che nessuno hai mai osato tanto :)

Bruno caduto nel “vespaio” di Ricca

Nonostante la grande antipatia per Santoro, non riesco a capire che centra Ricca con Santoro come dice Vespa. Dopo decine di puntate che si parla di Cogne, Garlasco e altre cazzate, sembra che i cittadini debbano entrare a far parte del RIS.

A noi interessa dove cazzo finiscono i nostri soldi e non cosa c’era nel cesso di Cogne!!!

Piero Ricca: Andreotti mafioso (intervista)

Favolose interviste a Giulio Andreotti, guardate i video…

video 1

video 2

Altri video di Piero Ricca contro Sgarbi

Ecco qui il resto dei video contro il truffatore che falsificava certificati medici

Video 4

Video 5

Corriere della Sera

pretura processo. sentenza

la procura di Venezia condanna Sgarbi per falso e truffa ai danni dello Stato

l’ onorevole Vittorio Sgarbi e’ stato condannato a 6 mesi, 10 giorni e 700 mila lire di multa per essersi assentato illecitamente dal lavoro alla Sovrintendenza. assolto il medico che ha firmato i certificati

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